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Spippolamenti e Antenne: LA MANTOVA TURBO RIVOLTATA COME UN GUANTO!

MIGLIORIE COSTRUTTIVE APPORTATE A UNA MANTOVA TURBO NUOVA DI PACCO, APPENA ACQUISTATA.   -by 1SFØ72AVVISO: Questo documento è riferito alla Mantova Turbo, ma puoi benissimo sfruttarne i concetti raccogliendo suggerimenti utili per restaurare o migliorare qualunque altra 5/8 già in tuo possesso.
 
Scrivo ciò nella speranza che tutto questo possa tornare utile se hai in mente di ricondizionare la tua vecchia Mantova Turbo, oppure se ne hai appena acquistata una nuova, e vorrai fare in modo che questa possa durare più a lungo funzionando sempre al massimo della sua efficienza. Lasciami dire inanzitutto che prima avevo una 'Mantova-1',(5/8 verticale a 4 radiali per la 27) in cima al mio tetto da oltre 20 anni senza grossi problemi, se tralasciamo un certa perdita di efficienza e un leggero cambiamento del ROS avvenuti durante gli ultimi anni di utilizzo.
 
Recentemente ho indagato sulle cause di tutto ciò e quando ho tirato giù l'antenna per una manutenzione straordinaria, mi sono accorto che infiltazioni d'acqua, ruggine e ossidazione dell'alluminio sono stati i principali responsabili del decadimento delle prestazioni; inoltre lo spezzone di tubo isolante in fibra di vetro che sostiene lo stilo radiante era notevolmente sfibrato per effetto di anni di esposizione diretta ai raggi UV, pertanto, per motivi di sicurezza collettiva ho preferito sostituire completamente l'antenna, montandone una nuova.

Ho ordinato una Mantova Turbo (8 radiali) che appena un quarto d'ora dopo la consegna del corriere giaceva già sul tavolo del mio laboratorio, con la base completamente aperta come un pesce e smontata di tutti i suoi particolari. Lo scopo era sistemare alcuni difetti congeniti e ben noti a tutti, e nello specifico ho voluto proteggere i connettori e tutte le parti critiche dalle infiltrazioni d'acqua, sostituendo già che c'ero anche quel filaccio ridicolo e insufficiente che dal polo centrale del connettore SO-239 a cui è saldato si attacca malamente al punto di alimentazione dell'elemento irradiante.

Le immagini valgono più di 1000 parole quindi diamo un'occhiata:
antenna1
Il punto di alimentazione dello stilo è la vera debolezza di quest'antenna; acqua piovana e umidità entrano da qui per finire dritti dritti sul connettore SO-239. Inoltre, il contatto opposto, è massicciamente sottoposto a ossidazione poichè il rame nudo del conduttore è semplicemente avvolto attorno al bullone d'acciaio... Certo è che la fabbrica avrebbe potuto fare molto meglio!


antenna2
(Foto sopra) La base di questa antenna ora è completamente smontata. Per farlo ho dovuto rimuovere il dado d'acciaio e trapanare via i due rivetti metallici per poter rimuovere la grossa copertura nera in plastica;
Questa antenna è cortocircuitata alla base contro l'accumulo di tensioni statiche, attraverso l'induttore che puoi ben vedere nella foto soprastante. Nel caso tu abbia necessità di dover rifare questa bobina dovresti avvolgere 9 spire di filo di rame smaltato con diametro di 1,5mm. Ho misurato l'induttanza della bobina in questione che risulta essere circa 4uH, se il mio induttanzimetro non è 'scimmiato' naturalmente... (LOL)


antenna3
Ti ho parlato di infiltrazioni d'acqua, ed è un problema che affigge tutte le antenne della serie 'Mantova'. La soluzione? Una cartuccia di adesivo sigillante del tipo Polimero-SMP e mettersi a sigillare con santa pazienza tutti gli spazi, feritoie e aperture inutili che trovi dentro la calotta. Trattandosi di antenna cortocircuitata non dimenticare prima di reinserire al suo posto quel piccolo pezzo di ottone a forma di 'L'. Esso è fondamentale per stabilire un contatto sicuro tra la base (e i radiali) dell'antenna e il palo di sostegno. Non usare del comune silicone, è troppo debole e non è resistente ai raggi UV; inoltre, non mettere mai troppo sigillante. Spalma anche un velo molto sottile di sigillante in testa al grosso cappuccio nero, attorno al tubo in fibra di vetro. Potresti anche considerare la sostituzione di quel piattello in ferro zincato con un altro che avrai provveduto a creare identico, da una robusta lastra di alluminio;


antenna4
E adesso è il momento si sostituire quel brutto filaccio sottile attaccato al connettore con uno spezzone di conduttore più serio da ben 2 mm;


antenna5
La mia raccomandazione, cura sempre le saldature, che siano robuste e fatte bene! Le saldature fredde sono assolutamente inaffidabili e porterebbero solo un sacco di noie alla tua antenna! Per di più una saldatura fredda si può staccare all'improvviso causando il guasto definitivo dell'antenna che può portare l'amplificatore o gli stadi finali del trasmettitore a danneggiarsi gravemente.


antenna6
Per finire, proteggi la saldatura con nastro autoagglomerante e poi spargigli anche un po' di sigillante intorno. Mettine un po' pure sul fondo del connettore. Fai seccare il sigillante completamete e sarai pronto a riassemblare tutte le parti dell'antenna.


antenna7
Il prossimo passo è sistemare il punto di contatto con lo stilo irradiante. Avvolgi del nastro in teflon (si, proprio quello idraulico!) attorno al cappuccione nero e prepara un capocorda a occhiello così come vedi nella foto sopra. Ho usato questo espediente per non bruciare la plastica sotto il nastro con il calore intenso del saldatore;


antenna8
Fai la saldatura e, mi ripeto, falla bene. Ora pulisci bene la parte e reinserisci il bullone. Dopo aver stretto il dado prendi il multimetro e prova la continuità tra polo caldo del SO-239, il dado stesso e qualunque altra parte metallica del blocco base. Se c'è continuità senza incertezze allora tutto è andato alla grande e dunque sarai pronto per lo step finale;
antenna9
...


antenna10
Sigilla come da foto, e metti anche 2 rivetti nuovi nei rispettivi fori; 
antenna11
Io non avevo rivetti (li odio, ca**o!) così, invece dei rivetti, ho inserito un bastoncino di plastica rigida abbastanza lungo da passare da un foro all'altro, sigillandolo naturalmente da ambo i lati;


antenna12
Metti anche del sigillante tra tubo e piattello, chiudendo lo spazio esistente;
antenna13
Adesso sigilla gli spazi tra tra metallo e plastica come indicato, e non dimenticare di mettere del sigillante intorno la parte superiore del copriconnettore in plastica;


antenna14
E finalmente, quando tutto il sigillante si sarà asciugato completamente, la tua antenna sarà bella e pronta per l'installazione sul tetto!


antenna15
Questa è la mia antenna nuova appena installata e affacciata sul cielo, subito dopo il 'trattamento'. Devo dire che funziona benissimo e senza nessun problema di ROS. Già dai primi tests alcuni di voi mi hanno dato dei gran bei rapporti e nei prossimi anni mi aspetto che funzioni ancora come il primo giorno che l'ho messa su. Se pensi di ricondizionare, o di ripristinare la tua antenna non dimenticare di nastrare bene tutte le giunzioni dello stilo e il PL-259 con del nastro autoagglomerante. Un 'RF-Choke' può essere utile a bloccare le correnti di modo comune che tendono a scorrere sulla calza del coassiale, migliorando anche la ricezione. Nel caso tu voglia realizzarne uno è importante sapere che un choke è realmente efficace soltanto se progettato per una banda specifica, certamente non può essere avvolto a caso! E se disponessi di antenna multibanda, la sostanza purtroppo non cambia; un buon choke può ragionevolmente funzionare bene solo su piccoli o grandi segmenti di banda vicino alla frequenza di interesse, ma non funzionerà mai a dovere sull'intero spettro delle HF! Per questo un choke che funzioni davvero non può essere 'multigamma' ed è questo il motivo per cui andrebbero sottoposti ad accurati tests e misure prima di essere impiegati con successo. Detto questo mi fermo qui, non mi viene altro da dire al momento per cui sentiti libero di sperimentare. E se tutto questo sono riuscito a farlo io... allora puoi farlo anche tu! Naturalmente ti accogli il rischio delle tue azioni se decidi si seguire questa guida. Non conosco le tue abilità tecniche o competenze, e comunque non mi prendero' alcuna responsabilità su cosa decidi liberamente di fare con le tue antenne. Stai sempre all'erta quando lavori in cima a grandi altezze. Non dimenticare mai DOVE sei e COSA stai facendo e soprattutto, non fare mai e poi mai cavolate sul tetto tipo muoverti all'indietro per scattare delle foto. IL TETTO DI UN EDIFICIO, ANCHE SE PIANO, E' UN LUOGO *SEMPRE* PERICOLOSO (e tu hai una vita soltanto). Se non hai la pratica, o non ti senti a tuo agio con lavori in quota non vergognarti mai di chiedere aiuto, o rivolgiti senza indugio ad assistenza qualificata. Alla larga dai guai dunque... ma soprattutto divertiti! 

-Coi migliori 73,
-A.


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